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Autonomia differenziata: fermare la secessione dei ricchi dovere civile. Deliberazione della Giunta Comunale

Pubblicata il 03/03/2023

LA GIUNTA COMUNALE
VISTA la proposta di deliberazione relativa all’oggetto predisposta dal responsabile della RIPARTIZIONE AFFARI GENERALI, corredata dei pareri favorevoli di cui all’art. 49 del D.Lgs n. 267/00, di seguito riportata:
 
IL RESPONSABILE  DELLA RIPARTIZIONE AFFARI GENERALI
  Premesso che:
  • con la riforma costituzionale approvata nel 2001 si è novellato il titolo V° della Costituzione introducendo competenze e funzioni amministrative alle Regioni e gli Enti Locali;
  • la legge costituzionale, oltre a specificare tali materie affidate agli Enti territoriali ha poi introdotto la possibilità di attivare, per ogni singola Regione, “ulteriori forme e condizioni” di autonomia (ex 3°comma art. 116 Cost.) per le materie di legislazione concorrente, fra cui figurano sanità e istruzione e per alcune materie affidate alla legislazione esclusiva dello Stato tra cui l’amministrazione della giustizia di pace.
  Considerato che:
  • nel 2017 le Regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia hanno assunto iniziative per dare attuazione alla previsione costituzionale dell’articolo 116;
  • recentemente il Governo nazionale ha approvato in Consiglio dei Ministri una proposta di disegno di legge denominato “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario” disciplinando procedure, tempi e modalità per l’esame e l’approvazione finale delle proposte attivate e/o attivabili successivamente da altre Regioni;
  • l’articolo 2 del ddl regola il procedimento, mentre l’articolo 3 disciplina le modalità di determinazione dei LEP (Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale) ai sensi del disposto costituzionale.
 Valutato che:
  • la determinazione dei LEP sarebbe approvata con DPCM su proposta di una cosiddetta “Cabina di Regia” competente alla predisposizione del documento;
  • viene esautorato il ruolo del Parlamento, al quale è inibito entrare nel merito di quanto deciso nella “Cabina di Regia”;
  • i LEP sono determinati sulla base della spesa storica (spesa reale) e della spesa standard (spesa potenziale), come stimata da indici statistici di natura socio-economica e demografica.
Rilevato che:
  • la maggior parte degli Enti locali e delle Regioni del SUD ha una spesa storica inferiore a quella standard, evidenziando, indipendentemente dalle cause, un ritardo storico nell’erogazione di servizi fondamentali per la popolazione, determinato anche dalla cronicizzazione dei tagli e dei mancati trasferimenti di risorse;
  • è previsto il finanziamento dei LEP come individuati con nuove entrate erariali riscosse e ridistribuite nella rispettiva Regione di appartenenza, e ciò al fine di legare la spesa storica alla capacità fiscale per abitante, a tutto vantaggio delle Regioni più popolose verso cui si è polarizzato nel tempo un costante flusso migratorio dal Sud al Nord del Paese;
  • si giungerebbe al paradosso secondo cui Regioni più popolose e con servizi meglio strutturati, come quelle che hanno promosso l’autonomia differenziata (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), avrebbero riconosciute maggiori risorse, ignorando il principio della solidarietà tra territori, attualmente presente nel quadro normativo, che bilancia la minore capacità di spesa attraverso le risorse del fondo perequativo;
  • Nell’iniziativa delle tre Regioni vi è l’esplicita richiesta di ulteriori forme e condizioni di autonomia per quel che riguarda, fra le altre, l’organizzazione del Servizio sanitario e di quello della pubblica istruzione, che al momento costituiscono i più solidi centri di spesa pubblica nonché pilastri dell’ITALIA ricostruita sulla Costituzione repubblicana.
Ritenuto pertanto che:
  • il disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri sia un regalo ai territori più ricchi contrapposti ai territori più marginali, che incolpevolmente pagano ritardi storici, con grave lesione del principio di unità nazionale di cui all’articolo 5 della Costituzione;
  • Non è vero che l’autonomia differenziata di alcune Regioni possa rappresentare “un ruolo di traino” per quelle realtà territoriali più in difficoltà, semmai è il contrario poichè rappresenta la violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che incardina il principio di eguaglianza sostanziale nei diritti civili e sociali appartenenti a tutti i cittadini, a prescindere dal luogo in cui essi nascono, risiedono e vivono.
 PROPONE
di deliberare sui seguenti punti:
  1. richiedere al Governo Nazionale ed al Parlamento italiano:
  • Lo stralcio del ddl per l’attuazione dell’autonomia differenziata approvato di recente in Consiglio dei Ministri;
  • La definizione dei LEP sulla base di una nuova logica perequativa e ridistributiva fondata sui principi della solidarietà tra i territori con maggiore capacità fiscale e quelli con minori risorse, della tutela dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini nell’affermazione dei diritti civili e sociali, del rispetto dell’indivisibilità della Nazione che non può pensare di giungere a 20 sistemi sanitari e d’istruzione diversi su scala regionale;
  • Di fermare qualsivoglia pulsione politica e istituzionale, finalizzata alla secessione dei ricchi a tutto svantaggio delle popolazioni delle Regioni del Mezzogiorno con un deficit di sviluppo storico rispetto ai programmi di ammodernamento del Paese realizzati ed avviati.
  • Di elaborare una proposta politica tesa ad uniformare le regioni dell’intero territorio nazionale ad un unico ed unitario disegno di sviluppo finalizzato a recuperare i ritardi in termini di servizi fondamentali, lavoro ed occupazione patiti dalle Regioni maggiormente in difficoltà.
  1.  investire il Consiglio Comunale della problematica esaminando la presente delibera in un punto specifico posto all’ordine del giorno;
  2. dare mandato al Sindaco per assumere qualunque iniziativa ulteriore che si renderà opportuna per scongiurare l’attuazione del ddl e promuovere quanto espresso al punto 1 del deliberato;
  3. trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica la presente deliberazione. 
VALUTATA la sopra estesa proposta di deliberazione e ritenuta la stessa condivisibile per le motivazioni soprariportate;
VISTO il D.Lgs. n. 267/00 e ritenuta la propria competenza;
VISTO lo Statuto Comunale;
VISTI i pareri favorevoli espressi dai Responsabili dei servizi interessati in ordine alla regolarità tecnica e contabile della proposta di deliberazione, ai sensi degli artt. 49 e 147 bis del D. Lgs. n. 267/00, allegati all’originale del presente atto;
ATTESO che la presente deliberazione rientra nelle materie di competenza della Giunta Comunale;
RITENUTA la propria competenza;
CON voti unanimi dei presenti espressi e ai sensi e nelle forme di legge;
DELIBERA
Per quanto in premessa riportato;
DI APPROVARE e fare propria la superiore proposta di deliberazione che qui si intende integralmente riportata e trascritta ad ogni effetto di legge;
DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D. Lgs. n. 267/2000, stante i motivi d’urgenza.
 
 
 

Allegati

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Allegato delibera gc24_2023.pdf 227.61 KB


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