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Lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Gentile Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a nome del coordinamento provinciale dell’Associazione "Avviso pubblico", sono lieto di salutarLa e di darle il benvenuto nella nostra provincia


Lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Gentile Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,

a nome del coordinamento provinciale dell'Associazione "Avviso pubblico", sono lieto di salutarLa e di darle il benvenuto nella nostra provincia e di scriverLe queste poche righe che auguro possa trovare il modo di leggere.
Grazie, intanto, per avere avuto la sensibilità di essere presente a Locri, alla vigilia di un importante evento che finalmente, con legge dello stato, è riconosciuto quale patrimonio di massa dell'intera nazione, il 21 marzo "la Giornata dell'Impegno e delle memoria delle Vittime innocenti di mafia".
Da oltre tre anni ricopro la carica di coordinatore provinciale di Avviso pubblico, in quanto Sindaco di Polistena, comune che per espressa disposizione statutaria, è comune "antimafia". Polistena, un centro della Piana di Gioia Tauro, dove ha sede il più importante ospedale pubblico del comprensorio, una città che nemmeno un anno fa ha ospitato la prima edizione della Marcia degli amministratori "Sotto Tiro" organizzata proprio da Avviso Pubblico, ed il 21 marzo 2007, ospitò proprio la Giornata dell'impegno e della Memoria promossa dall'Associazione "Libera".
La Piana di Gioia Tauro, territorio che ruota attornoall'omonimo Porto, fino a pochi anni fa cuore pulsante del transhipment nel Mar Mediterraneo ma oggi teatro di licenziamenti e cassaintegrazione per centinaia di lavoratori, è purtroppo luogo dove la disoccupazione e la mancanza di opportunità per i giovani, condizionano l'esistenza di tutti. Paghiamo, e non solo come Piana e Provincia di Reggio, ma come Calabria e Mezzogiorno, un ritardo sociale ed economico che spesso viene interpretatopure come arretramento culturale.
Proprio due giorni fa, si è ricordato l'anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia.
Dal 17 marzo 1861, nacque con l'Unità, la questione meridionale. Da allora in avanti un pezzo d'Italia, il SUD,non si è mai perfettamente integrato in una visione nazionale d'insieme, probabilmente per scelta degli altri e non dei cittadini che lo popolano. Il Mezzogiorno è uno scenario con dinamiche scollegate dal resto del Paese, dentro il quale spesso si muovono indisturbate le mafie, che sanno speculare sulle povertà, sulla mancanza di lavoro, sui servizi che non funzionano a dovere, sulla lesione dei diritti trasformati in merce di scambio, sull'indifferenza di molteistituzioni colluse o corrotte, alle quali poi le mafie finiscono per sostituirsi nell'esercizio del potere decisionale.
I Comuni di oggi ad esempio, un tempo centrali di spesa pubblica e piccoli motori dell'economia locale, sono diventati in molte realtà del Mezzogiorno, esattori di tributi per conto dello Stato, in nome di un federalismo fiscale spinto che non può funzionare in un'Italia dai due volti, così differenti e distanti fra loro, tenuti insieme solo sulla carta dai valori inattuati della nostra Costituzione. Il cappio al collo dei comuni, oggi sono i colossi dell'energia, le multinazionali dell'acqua e dei rifiuti, i monopolisti delle reti di comunicazione, che condizionano la libera espressione della democrazia e della rappresentanza politica, e di questo passo segneranno lentamente la morte celebrale degli enti locali.
Quando i Sindaci, gli Amministratori locali, i Comuni, primi presidi dello Stato sui territori, non vengono messi in condizione di dare risposte ai cittadini, è lì che si è persa la prima battaglia nei confronti delle organizzazioni criminali le quali, diventando punti di riferimento alternativi, si sostituiscono ai "poteri legali". Il diritto al lavoro, che la nostra Costituzione celebra all'articolo 1, è mortificato al Sud, quando non si offrono le giuste occasioni, specie ai giovani, di affermarsi professionalmente, guadagnare, vivere dignitosamente dove sono nati. Intelligenze che dal Sud si allontanano, sconquassando affetti e famiglie, per trovare fortuna altrove, è drammatica normalità.
Il diritto alla salute, stabilito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, non è uguale per tutti i cittadini. Quanti meridionali sono costretti ad emigrare al Nord alla ricerca di una sanità migliore, spendendo soldi e risorse che mai avrebbero immaginato se solo avessero avuto un'assistenza sanitaria adeguata?
La salute, bisogno primario dell'individuo, è strettamente connessa all'ambiente che ci circonda. Ambiente, dalle nostre parti, che oggi si scopre dagli archivi dei segreti di Stato, avvelenato dai traffici illeciti di rifiuti gestiti dalle mafie. I nostri meravigliosi paesaggi, violati dall'omertà, di chi ha taciuto o si è reso complice di coloro che senza coscienza hanno condannato i nostri mari e le nostre montagne, alla malasanità eterna.
Lei, Presidente Mattarella,
uomo del Sud che ha conosciuto molto da vicino laviolenza mafiosa, può comprendere il senso e l'attualità di queste poche righe.
Quei "diritti di Stato" che dovrebbero funzionare allo stesso modo da Bolzano a Pantelleria, secondo quel che dice la nostra Costituzione che dichiara l'Italia "una e indivisibile", spesso nei nostri territori si trasformano in "storie ordinarie di diritti negati", e, peggio, dentro una cornice facilmente vulnerabile e manipolabile dalle organizzazioni criminali.
Ecco perché il Sud e, di conseguenza, l'Italia, non potranno essere mai liberati completamente dalle mafie, dalle loro emulazioni e dal retaggio culturale che ne deriva, se la nostra Costituzione non verrà, non solo difesa, ma attuata in tutti i suoi principi, nelle sue dichiarate libertà fondamentali, uniformemente ed allo stesso modo, in ogni parte del Paese.
A Lei, signor Presidente,
chiediamo, quale custode delle garanzie costituzionali, di farsene carico, non per noi che siamo provvisoriamente impegnati nelle istituzioni, ma per le generazioni che verranno dopo di noi.
Non disperda questo viaggio nel profondo Sud della Calabria, alla vigilia di una Giornata molto particolare, e sopratutto eviti, se può, di trasformarlo in stanca passerella.
Lo faccia per la Costituzione Italiana, per la RESISTENZA di quanti hanno lottato e sono stati uccisi, ieri, per dire NO al fascismo e SI alla libertà, oggi per dire NO all'arroganza mafiosa e SI ai diritti, uguali, per tutti.
Il 21 marzo, ogni giorno!


Locri 19/3/2017


Michele Tripodi – coordinatore prov.le AVVISO PUBBLICO
SINDACO DEL COMUNE DI POLISTENA (RC)






[Pubblicato il 19-03-2017]  








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