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In una lettera aperta ai cittadini il sindaco Michele Tripodi afferma: "La movida dei giovani a Polistena, va difesa perchè è una risposta sociale e culturale alla ndrangheta"

tripodi michele
mar 23 gen, 2018

LETTERA APERTA AI CITTADINI

“Difendiamo la Polistena vera, viva, onesta e contro la ‘ndrangheta”


In questo periodo la nostra comunità é al centro di attenzioni mediatiche dentro e fuori Polistena, che francamente non riusciamo a spiegarci fino in fondo. Blog, discussioni infinite e inutili sui social, articoli mandati ai giornali, servizi di emittenti televisive, tutti spesso a caccia della notizia che non c’è.

Ultimo in ordine di tempo anche il servizio della rubrica Tv7 della Rai andato in onda qualche settimana fa sulle vacche sacre, problematica particolarmente sentita ed oggetto di un Comitato per l’ordine e la sicurezza tenutosi di recente a Cittanova.

Nel servizio però é stato infilato uno spezzone sulle pecore ribattezzate “sacre” di Polistena, compiendo una giravolta che ha spostato il discorso, a nostro avviso rischiando di indebolire il fronte di lotta comune sulle vacche sacre, ricostruito dal Comitato No Bull, che oltre ad essere una battaglia contro la ndrangheta, costituisce un monito all’impegno civile per risolvere un pericolo sociale purtroppo ritornato di attualità.

Oltre un mese fa, l’argomento del passaggio delle pecore in alcune strade del centro urbano di Polistena, la cui pericolosità sociale è argomento arduo, ha fatto discutere il Consiglio Comunale  che non ha processato la libertà di stampa, ma ha solo ribadito alcuni punti fermi, tra cui il richiamo alla responsabilità di tutti in merito alla verità dei fatti, il rinnovo dell’impegno nella lotta alla ndrangheta e, sul caso specifico, la necessità di intensificare la vigilanza per bloccare il malcostume del passaggio delle greggi, ripristinando l’osservanza delle regole violate.

A quanto pare, discutere apertamente in Consiglio Comunale é servito, e oggi, a differenza del problema delle vacche sacre in attesa di risposte efficaci in via di valutazione, quello del passaggio delle greggi é stato certamente bloccato e inibito nel centro urbano.

Al di là di questi aspetti non secondari, a questo punto, l’unico vero elemento che potrebbe unire la questione della vacche e delle pecore, é la loro “sacralità” ovvero la ‘ndrangheta. 

Ora, siccome la Rai non é un’emittente da notizia spicciola, ma rappresenta il servizio pubblico, é necessario fare qualche precisazione, atteso che il tema non sia più il passaggio delle pecore, “sacre” perché intoccabili. Intoccabili forse per alcuni, non certamente ritenute tali da un’Amministrazione Comunale, come la nostra, che non ha paura di fare scelte, che ha sempre respinto e combattuto soprusi, ingiustizie, violenze, specie quando esse siano in puzza di ndrangheta. 

A Polistena non esiste una “mafia di prossimità”, esiste la ‘ndrangheta che è organizzata e strutturata secondo quanto confermano le sentenze “Crimine” prima e “Scacco Matto” poi, dinanzi a cui l’Amministrazione Comunale si é costituita parte civile appunto nell’ultimo omonimo processo.

Per tali motivi ed in linea con quanto deliberato dal Consiglio Comunale, chiediamo alle Forze dell’Ordine, che diligentemente operano sul territorio, di compiere i dovuti approfondimenti investigativi, e cioé comprendere se dietro gli ovili, il bestiame, le attività di allevamento in generale, presenti sul territorio si possano nascondere legami, connivenze, affiliazioni a pericolose consorterie mafiose, come succede altrove per le vacche sacre, che hanno nel tempo “guadagnato” l’aggettivo “sacro” proprio per la loro sicura appartenenza alla ‘ndrangheta ed alla probabile funzione “ausiliaria” degli animali durante pericolose latitanze.

L’Amministrazione Comunale non può dunque non interrogarsi sulle dinamiche che potrebbero nascondersi dietro una martellante campagna mediatica che rischia di trasformarsi, questa sí, in un tritacarne senza fine e senza senso. Nonostante le questioni siano ormai chiare a tutti, i provvedimenti siano stati adottati ed efficaci, e Polistena si distingua in Calabria quale voce fuori dal coro, per la sua diversità culturale, per l’etica pubblica, per le storiche battaglie a difesa dei diritti dei cittadini onesti, ci domandiamo come mai la nostra comunità continui ad essere oggetto di propaganda fuorviante ed inutile.

Una denigrazione che va oltre il caso delle pecore ma che per fortuna ha un inconsapevole contraltare. Evocativa della Chiesetta dell’Annunziata situata nel quartiere del centro storico, e dunque ispirata al sacro, stavolta non il “sacro” della ndrangheta, è la denominazione di un comitato, la cui uscita pubblica nei giorni scorsi ha aperto altri interrogativi sul movimento dei giovani a Polistena.

Intanto occorre capire chi precisamente scrive dietro questo comitato, che al momento sembra non avere identità. E poi comprendere il perché di tale accanimento contro i giovani che riempiono, e noi siamo felici per questo, le vie cittadine specie nelle ore notturne del fine settimana. Movida, la chiamano, fuori dagli schemi, che a nostro giudizio e con tutte le cautele del caso, può essere una delle risposte sociali e culturali dei giovani alla ndrangheta, se non altro per la libertà di pensiero e di comportamento con cui essa si manifesta. Non una “mala movida”, ma un fenomeno di partecipazione popolare dei giovani, che va sí monitorato e controllato, mai represso, oltre che dalle forze dell’ordine dagli stessi esercenti i quali debbono collaborare con le istituzioni per assicurare il rispetto di alcune regole e condizioni.

Nel tentativo non molto simpatico, anzi offensivo, di veicolare il messaggio di Polistena come una città invivibile nelle ore notturne, degradata dall’eccessivo movimento di giovani, fatti passare tutti senza alcuna distinzione per vagabondi, sconci e alcolizzati, detto comitato, a tratti evanescente, profana senza volerlo la rappresentazione di Polistena come una città dove, secondo altri avventori, prevalgono il silenzio e l’omertà.

Polistena non è il paese dei balocchi, non è una comunità degradata dagli eccessi di vita e di libertà dei ragazzi, non è un luogo abitato da persone che mutuano la codardia delle pecore o l’ignavia dei pecoroni, nel mentre la presenza di generazioni di giovani, seppure un pò troppo movimentata, è la bellissima testimonianza di una ricchezza umana, di un’opportunità sociale e anche di sviluppo economico per tutto il territorio. La movida, nel rispetto delle regole, va dunque difesa e tutelata a scapito di esagerazioni troppo gonfiate e colorite in un senso e nell’altro.

Per tali ragioni, non comprendiamo fino in fondo l’ingiustificata rincorsa a far apparire Polistena quella che non é, anche da parte di alcuni personaggi evidentemente rancorosi per ragioni politiche o personali, che invece di raccontare i fatti per come accadono, li deformano, così facendo a danno dell’immagine di tutti.

In attesa di capirne di più, ma nello stesso tempo determinati a respingere fino alla fine ogni becero tentativo di infangare la dirittura morale, l’immagine pulita, trasparente e onesta del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale in carica, invitiamo tutti i cittadini onesti a fare la propria parte per difendere la dignità della città dinanzi a qualunque rappresentazione forzata e ingiusta, ribadendo e rinnovando in primis l’impegno di ognuno contro le mafie, la cui presenza purtroppo è ancora forte sul territorio e richiede un argine collettivo di contrasto senza indebolimenti e vari giustificazionismi.

 

Per l’Amministrazione Comunale

IL SINDACO -  Dott. Michele Tripodi

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