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L'Amministrazione Comunale proroga i 44 contratti dei lavoratori ex LSU-LPU. Ma l'emendamento-farlocco va corretto

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sab 30 dic, 2017

Non avremmo potuto fare diversamente, perché siamo un’Amministrazione popolare che tutela il diritto al lavoro ed i lavoratori, specie in questo caso, che meritano di essere gradualmente stabilizzati dopo una lunga situazione di instabilità personale, economica e sociale. Ma non possiamo tacere rispetto al pasticcio combinato da chi dovrebbe rappresentare in Parlamento, gli interessi dei calabresi e con essi dei circa 5.000 lavoratori ex LSU-LPU della Calabria. In questi giorni alcuni parlamentari calabresi del Partito Democratico hanno strombazzato, con certa ostentazione, di aver fatto approvare nella legge di stabilità, un emendamento risolutivo del precariato dei circa 5.000 ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità impegnati nei comuni di tutta la regione. In realtà si tratta di un emendamento-farlocco che non chiarisce nulla a proposito ma apre viceversa dubbi ed interrogativi circa il percorso da seguire.

Ci domandiamo come potranno molti comuni calabresi sostenere una spesa aggiuntiva e giustificarla dinanzi ai propri cittadini, considerando che molti enti sono deficitari, altri in dissesto, altri ancora senza piani di assunzione, né avrebbero le risorse per poter inquadrare tutti o parte dei lavoratori nel prossimo triennio, per come la norma richiederebbe.

I responsabili di questa confusione, saranno chiamati a rispondere politicamente, in primis chiedendo al Governo nazionale di loro espressione di adottare con urgenza tutti i provvedimenti tesi a modificare l’emendamento-farlocco ed orientare le norme in modo diverso cercando di aiutare i comuni. Si renderà infatti necessario correggere ed integrare la normativa vigente, stabilendo le risorse aggiuntive, le deroghe alla normativa generale sulle assunzioni, un periodo più lungo del triennio 2018-2020 per le stabilizzazioni, e rendere concreta la possibilità per i comuni di assorbire gradualmente tutti i lavoratori, altrimenti precari senza fine.

Respingiamo l’arroganza di chi ha tentato di scaricare sui comuni e sui Sindaci la propria incapacità politica di affermare da subito in Parlamento tali punti fermi e chiari, indispensabili per completare il processo di stabilizzazione dei lavoratori nei prossimi anni.

Siamo certi tuttavia, che in queste ore difficili i Sindaci calabresi, al momento unica espressione non autoreferenziale della politica che fa eccezione rispetto a quelle istituzioni sempre più distanti dai problemi dei cittadini, si assumeranno ancora una volta le loro responsabilità dinanzi al dramma sociale di 5.000 padri di famiglia, ai quali esprimiamo sostegno e solidarietà. L’Amministrazione Comunale di Polistena, lungimirante e attenta, ha avuto più facilità a compiere la scelta di proroga di 44 contratti, in quanto aveva già programmato al momento della prima contrattualizzazione avvenuta nel 2014, l’avvio di un reale processo di stabilizzazione che interesserà almeno 19 unità, tre di categoria C, 9 di categoria B e 7 di categoria A, come stabilito da precedente delibera ed a cui si intende dare seguito in linea con le indicazioni della circolare n.3/2017.

Ancora una volta l’Amministrazione Comunale di Polistena col proprio operato reso a tutela del diritto al lavoro e della dignità dei lavoratori, ha rispedito al mittente l’arroganza di chi si ostina a non voler riconoscere i propri errori, che, ove non corretti, rischiano di consumarsi sulla pelle delle persone ed in questo caso di onesti lavoratori.

Dott. Michele Tripodi

SINDACO COMUNE DI POLISTENA

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